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Istruzioni per l’uso: riciclare la plastica (senza laurearsi in chimica)

simboli che identificano i tipi di plastica

Simboli che identificano i tipi di plastica

La plastica. Il più grosso cruccio del riciclatore. Va differenziata? Quale? Quale va invece buttata nell’indifferenziato?

Il problema non è da poco: la maggior parte delle confezioni e degli imballaggi di prodotti alimentari e non sono fatti di plastica, che costituisce uno dei principali componenti dei rifiuti solidi. La plastica non è biodegradabile e alcuni tipi contengono cloro e producono diossina quando sono bruciati.

Cercando informazioni in internet nei siti delle diverse aziende che, città per città, gestiscono lo smaltimento dei rifiuti è difficile trovare informazioni chiare.
Leggendo sui bidoni sembrerebbe che si possano buttare solo bottiglie, flaconi e vaschette per cibo.
C’è poi chi dice che la plastica è tutta riciclabile, e quindi va buttata tutta nel contenitore apposito, anche per “obbligare” le aziende a riciclare tutto.

Dove sta la verità?

Alcuni tipi di plastica, come il PET con cui si fanno le bottiglie, sono facilmente riciclabili. Per altri, invece, il riciclaggio richiede procedure più complesse e il costo di rilavorazione arriva a essere superiore a quello di produzione di plastica nuova. Questa è la ragione per cui le società che smaltiscono rifiuti preferiscono non prendersi carico del riciclaggio di questi tipi di plastica.

Quindi, che fare?

Una buona idea, come confermano le stime dei costi energetici e monetari per lo smaltimento della plastica, è prevenire la produzione di rifiuti, limitando al massimo l’acquisto di prodotti con imballaggi che non siamo sicuri possano essere riciclati.
In alternativa si possono scegliere prodotti sulla cui confezione sta scritto chiaramente il materiale di cui è composto l’imballaggio e dove va gettato. E’ il caso di Coop, che ha da poco iniziato a segnalare queste importanti informazioni sulle confezioni dei suoi prodotti.
Un’altra cosa che si può fare è evitare di gettare e riusare gli oggetti, eventualmente per altri scopi.

Un’ottima idea sarebbe invece che imporre la totale riciclabilità dell’imballaggio a carico del produttore. E’ quanto accade dal 1 gennaio 2009 in Germania grazie a una legge che interessa tutti i produttori, anche stranieri, e i distributori di prodotti confezionati.

Si tratta probabilmente dell’unico modo per convincere i poduttori a ridurre gli imballi e a confezionarli in materiali facilmente riciclabili. Liberandoci peraltro dal dilemma di fronte al cassonetto della plastica: lo butto o non lo butto?

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5 commenti all'articolo “Istruzioni per l’uso: riciclare la plastica (senza laurearsi in chimica)”

  1. Antonello Peron scrive:

    Ridurre, dovrebbe essere la parola d’ordine di qui al 2020, speriamo che l’Italia non manchi all’appuntamento europeo e recepisca entro il termine previsto del 10 12 2110 la direttiva 98/2008 CE che sostiene proprio questa priorità nella gestione dei rifiuti.

  2. claudia scrive:

    Anch’io sono una ferma sostenitrice del detto “l’unico rifiuto buono è il rifiuto non prodotto”.
    A livello locale qualcosa si muove.
    A parte tutti i progetti per la diffusione dei pannolini lavabili, che conosco molto bene dato che mi occupo del sito http://www.pannolinilavabili.info, ho letto oggi di una legge regionale del Veneto per sostenere la spesa a km zero, che ha il vantaggio di sostenere l’economia locale, spesso fatta da piccoli e piccolissimi produttori, e anche di ridurre gli imballaggi con cui sono confezionati i prodotti.
    Ieri, poi, abbiamo parlato del Piano di azione per la riduzione dei rifiuti urbani approvato in Lombardia e appena partito, sperimentalmente, a Brescia.
    http://www.chilopesa.it/2010/01/25/la-lombardia-ha-un-piano-per-ridurre-i-rifiuti/

    I segnali sono buoni. Speriamo che nel tradurre in pratica questi progetti la gente sia ricettiva e collaborativa!

  3. corina scrive:

    claudia, potresti dare qlc informazione in più sulla legge regionale per sostenere la spesa a km zero? abito in veneto e mi interesserebbe sapere qlc in più (possibile che non ne parli nessun altro?)

  4. corina scrive:

    scusa il ritardo…grazie claudia!!
    anch’io come te sostengo l’uso dei pannolini lavabili: ho convinto un po’ di amiche facendo anche provare quelli delle mie bimbe!!

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