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Tracciamento dei rifiuti speciali: nasce il Sistri

Il trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi ha alimentato negli anni il lucroso business di quella che è stata definita da Legambiente ecomafia. Per mettere fine a traffici che devastano l’ambiente e in alcuni casi, vedi Campania, creano autentiche emergenze sociali, è stato studiato un sistema di monitoraggio informatico che dovrebbe permettere di seguire ogni passaggio della raccolta e smaltimento.

Chi: il sistema è un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente. La nuova procedura verrà gestita dal Comando Carabinieri dell’ambiente (NOE, un nome un programma). I soggetti coinvolti saranno principalmente le imprese ma nel caso della Campania il sistema dovrebbe verificare anche la filiera dei rifiuti urbani.

Cosa: attualmente il viaggio dei rifiuti e tutti i processi connessi sono documentati attraverso moduli cartacei che vengono presentati dalle imprese per documentare la correttezza dei vari passaggi. La novità è l’informatizzazione di tutte le pratiche e la costruzione di una sorta di data base aggiornabile e consultabile dai carabinieri che potranno seguire, attraverso gps e videocamere, l’effettivo percorso dei rifiuti.  Sistri quindi permetterà di sapere, con esattezza, che fine hanno fatto i rifiuti speciali e pericolosi al di là delle dichiarazioni delle ditte appaltatrici.

Come: le imprese dovranno iscriversi al portale Sistri e dotarsi di apposita chiavetta con cui accedere al sistema e registrare i propri rifiuti. I trasportatori dovranno dotarsi di box informatico con gps.

Dove: il monitoraggio sarà attivo in tutta Italia, con particolare attenzione alla Campania.

Quando: il sistema parte ufficialmente il 15/01/2010 con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. L’applicazione sarà progressivamente diretta ai diversi soggetti interessati.

…E quindi?: le imprese dovranno adeguarsi iscrivendosi al portale Sistri e adempiendo online a tutti gli obblighi previsti. Secondo il Ministro Prestigiacomo, la nuova procedura gli permetterà di risparmiare anche qualche soldino, senza aggravi per le lo stato.
La parte un po’ lacunosa della faccenda è il monitoraggio offline. Non è chiarissimo dove/quante saranno le videocamere e come saranno localizzati i carichi.
In rete si esprimono voci critiche e sarebbe sensato considerare che i sistemi informatici sono aggirabili quanto quelli cartacei, ma nel complesso è un’operazione che almeno nelle premesse cerca di arginare un fenomeno criminale dalle conseguenze devastanti per l’ambiente e la nostra salute.

Foto: Eightprime

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