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Quando riciclare non è più ecosostenibile

paper recycling bale foto di tonxQuesta mattina il giornale della radio belga RTBF ha dato una notizia molto sintomatica dei tempi in cui viviamo.

I giornali e le riviste belghe sono stampate su carta che viene riciclata da un’azienda fiamminga che lavora la vecchia carta togliendone l’inchiostro e producendone di nuova pronta per essere ristampata.

Si parla di 550 milioni di tonnellate all’anno di carta che torna a vivere grazie al processo di riciclaggio.

Ora però l’attività di questa azienda è in crisi perché le compagnie intermunicipali che si occupano della raccolta dei rifiuti preferiscono vendere la carta a imprese cinesi che importano e riciclano la nostra carta per farne imballaggi per tutti i prodotti made in China che arrivano in occidente. Un terzo di tutta la carta raccolta prende la strada della Cina, costringendo l’impresa belga a cercare carta nei paesi vicini, con conseguente aumento dei costi che potrebbe anche arrivare a ripercuotersi sugli editori dei giornali.

La Cina non possiede grandi foreste e ha pochissima carta il cui recupero è quasi nullo. Ecco perché, per poter produrre imballaggi, è costretta a importare carta dall’altro lato del pianeta.

Pensato così, si possono avere dubbi più che legittimi sull’effettiva efficacia del riciclaggio: un conto è trasportare per poche centinaia di chilometri le materie da riciclare, un altro e farle viaggiare per migliaia di chilometri.

Per chi parla francese, ecco il servizio della radio belga (dal minuto 3.34)

Foto di tonx

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3 commenti all'articolo “Quando riciclare non è più ecosostenibile”

  1. Jappo scrive:

    e ricordiamo anche che ora a Pechino ogni primavera (e autunno credo) c sono tempeste di sabbia che arriva dal deserto del Gobi, e tutto questo perché si è disboscato a nord di Pechino e quindi non ci sono più alberi a fermare la sabbia…EVVIVA!

    -J-

  2. zippole scrive:

    quote “La Cina non possiede grandi foreste e ha pochissima carta il cui recupero è quasi nullo. Ecco perché, per poter produrre imballaggi, è costretta a importare carta dall’altro lato del pianeta.”

    Non è corretto. Essendo il mio lavoro so di che parlo. Il serbatoio d’alberi da taglio in oriente sta in indonesia, che esporta in tutto il mondo. Per l’imballaggio ovunque si usa materia prima di riciclo per ridurne i costi, ma il caso cinese è particolare: esportano tantissimo, quasi tutto. Le navi dovrebbero tornare vuote dall’europa raddoppiando così il costo di trasporto dell’andata, quindi risulta più conveniente le aziende di import-export caricarci i nostri scarti cartacei, comprati a pochissimo, e riveduti (probabilmente a guadagno ~0 alle cartiere locali. E’ solo un ammortamento dei costi.

  3. claudia scrive:

    Ciao Zippole,
    non conosco la situazione foreste/carta in Cina, mi sono limitata a riportare le parole del direttore dell’azienda fiamminga che ricicla la carta belga.

    Immaginavo, del resto, che i costi di trasporto della carta fin laggiù fossero giustificati in qualche ragione.
    Ciò non toglie che da un punto di vista ambientale i costi restano molto alti, forse troppo, e non arrivano a compensare il vantaggio che si ottiene dal riciclo della carta.

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