Cosa c’è da sapere sulla cremazione

Tra i riti funebri più utilizzati troviamo quello della cremazione, che si è sviluppato moltissimo negli ultimi anni come dimostrano i dati italiani che vedono un aumento delle persone che scelgono di farsi cremare.

Come funzione la cremazione

Per poter procedere alla pratica delle cremazione è fondamentale che questa volontà venga dichiarata in vita, utilizzando un apposito modulo che può essere preso sia in Comune che all’interno delle agenzie  funebri che la praticano.

In caso di mancanza del documento firmato questa può essere decisa anche da quelli che sono i parenti più stretti del defunto che hanno una volontà verbale da parte del loro caro estinto.

In Italia ad  oggi le ceneri del defunto possono essere disperse solo all’interno di un cimitero, infatti la normativa italiana vieta la dispersione di queste in posti pubblici, anche se nella maggior parte dei casi queste vengono riposte all’interno di urne cinerarie che vengono poi consegnate ai parenti più stretti.

La pratica delle cremazione presenta dei costi più ridotti rispetto  a quelle della sepoltura e della tumulazione.

I costi possono essere variabili a seconda della zona e  del tipo di servizio e si aggirano intorno ai 2500-3000 euro, inoltre sono presenti alcuni servizi aggiuntivi e informazioni dettagliate su ogni procedure come quelli che potete trovare su www.funeraliroma.it.

Il rapporto tra la cremazione e la Chiesa

La pratica della cremazione è sempre andata in disaccordo con la Chiesa Cattolica e nel corso degli anni si è assistito spesso a numerosi dibattiti teologici al riguardo

Inizialmente la Chiesa Cattolica era fermamente contraria alla cremazione in quanto questa non si sposava con i concetti cattolici, secondo cui bruciando un corpo si andava ad intaccare la moralità dell’anima e la resurrezione del corpo, base fondante della religione cattolica.

Per molti anni questa pratica è stata quindi dichiarata illegale da parte della Chiesa, che vietava ai vescovi di celebrare i funerali di coloro che poi sarebbero stati cremati, ma con il tempo la situazione è migliorata e la Chiesa ha iniziata ad accettare la cremazione come rito funebre,  continuando però a chiedere ai prelati di attuare una pratica di persuasione nei confronti della sepoltura e la tumulazione.

La cremazione di un defunto è stata ammessa dalla Chiesa Cattolica  a partire dal 1968, in seguito alla  “bolla” del 1963 firmata da papa Paolo VI, che dichiarava la libertà di praticare la cremazione poichè questa riguarda il corpo e non l’anima e l’onnipresenza divina è in grado in caso di ricostruire il corpo.

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